sabato 5 giugno 2010

Naturalmente, ovviamente, chiaramente, non possiamo pagarti



Lavorare gratis: alcune riflessioni di Maddalena Balsamo dedicate a tutti gli artisti.
Quante volte vi capita di sentire o di vivere qualcosa di simile?



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venerdì 4 giugno 2010

Il marketing personale secondo Alessandro Prunesti



Quattro domande a colleghi ed amici professionisti. Ottavo confronto "a distanza" sul marketing personale. Oggi è la volta di Alessandro Prunesti.


Quanto ritieni sia importante oggi un approccio strutturato al marketing personale per un professionista?

Lo ritengo essenziale. Il mercato del lavoro sta cambiando notevolmente; e le aziende ricercano sempre più spesso profili professionali specializzati su aspetti particolari dei loro progetti di business.
E’ essenziale adottare le strategie migliori per farsi trovare pronti ad accogliere le sfide del mercato e le richieste delle aziende.
Nulla può essere lasciato al caso; occorre creare una strategia che prenda in considerazione non solo i social media, ma anche la cura delle proprie relazioni “offline” personali e professionali.

Quali strategie e strumenti utilizzi normalmente nelle tue attività di self marketing e promozione?

La strategia che utilizzo è quella “a rete”: curo la mia presenza online attraverso la gestione dei contenuti sul mio blog personale, su Facebook e Linkedin.
Partecipo ad eventi sull’innovazione digitale e svolgo relazioni pubbliche facendo “networking” con gli altri professionisti.
Cerco di condividere contenuti con altri professionisti e siti web che considero “nodi autorevoli” di competenze e informazione, in grado di offrire una leva di visibilità anche alle mie attività.
L’integrazione con l’offline resta fondamentale; da questo punto di vista, i libri che pubblico mi aiutano molto.

Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella propria promozione on line?

L’assenza di coerenza tra i diversi profili online e l’istinto di usare i social network come se si stesse facendo una chiacchierata in famiglia.

Che suggerimenti daresti a chi volesse incrementare la propria visibiltà?

Crearsi un sito ben posizionato a livello SEO, e ricco di contenuti: articoli, audio, video da integrare sui diversi social media.
Specializzarsi su una “nicchia” ancora poco frequentata.
Collaborare online con altri professionisti, condividere link, far girare la conoscenza per guadagnare autorevolezza.


Alessandro Prunesti è nato a Roma nel 1979. Svolge attività di docenza e consulenza nel campo della formazione, della comunicazione di marketing applicata ai social media e dell’Enterprise 2.0. E’ docente alla Business School del Sole 24 Ore e all’Università Europea di Roma.
E’ autore di diverse pubblicazioni sulla comunicazione di marketing e i social media.

giovedì 3 giugno 2010

Le 12Ps del Personal Branding



Un trionfo di P per il personal branding di professionisti, consulenti e freelance.
12Ps organizzate a 5 livelli. Un percorso sequenziale per definire il tuo piano di marketing personale e quindi lo sviluppo del tuo personal brand.
Una concettualizzazione nata dal mio precedente info-grafico chiamato working plan.
L’originalità del modello credo che sia proprio nel percorso proposto con un approccio strategico e progettuale allo stesso tempo.

Le 12P, organizzate nei 5 diversi livelli, in sintesi esprimono:

a. Personal asset: il tuo patrimonio personale

Personality - La tua personalità
Quali aspetti della tua personalità possono aiutarti nel tuo business? Su quali pregi del tuo carattere puoi investire? In che cosa puoi migliorare? Che cosa invece devi tenere sotto controllo?

Passion – Le tue passioni
Quali sono le tue passioni? Cosa riesce a farti stare bene? Cosa ti entusiasma? Come le tue passioni possono aiutarti nel tuo lavoro? Come trasferire l’entusiasmo e la motivazione nel tuo quotidiano?

b. Professional asset: il tuo patrimonio professionale

Purpose – I tuoi propositi
Che tipo di professionista sei o vuoi essere? Quali sono la tua missione e la tua visione? Quali sono i valori in cui credi e con cui vuoi proporti sul mercato? In quale mercato intendi operare? Con chi ti devi confrontare? Come puoi migliorare il tuo essere professionista?

Potential – Il tuo potenziale
Quale è il tuo potenziale professionale? La tua formazione, le tue esperienze, il tuo know how, le tua abilità e le compenze specifiche. Come migliorare la tua competenza professionale?

Le prime 4P rappresentano l’identità del professionista. Come tale ha una dimensione dinamica e deve spesso essere aggiornata e rinnovata alle luce delle esperienze maturate, delle conoscenze acquisite e del livello di consapevolezza raggiunta.
Le seconde 8P invece sono relative all’aspetto progettuale e allo sviluppo del piano di business.

c. Professional strategy: la tua strategia di sviluppo professionale

Professional goal: gli obiettivi professionali
Quali sono gli obiettivi che decidi di realizzare attraverso il tuo piano? Usi il metodo smart (specifici, misurabili, accessibili, realistici, fissati nel tempo) per definirli?

Positioning – Il tuo posizionamento nel mercato
Perchè i tuoi clienti dovrebbero scegliere Te? Che cosa ti differenzia dai tuoi competitors? Quali problemi sei in grado di risolvere? In che cosa eccelli?

d. Network strategy: La tua strategia per sviluppare il tuo network

People
Chi sono i tuoi clienti? Come puoi aiutarli? In che cosa migliori il loro business o la loro vita? Dove sono i tuoi clienti? Come puoi contattarli/raggiungerli? Come acquistano normalmente ciò che tu offri?

Partners
Con chi puoi integrare la tua offerta: a monte o a valle? Chi può collaborare con te? Chi ti può sostenere nel tuo business?

e. Il tuo marketing mix : le variabili chiave

Performance
Quale è la tua offerta di valore? Quali prestazioni offri? Quali servizi aggiuntivi? Che tipo di esperienza offri ai tuoi clienti? Quali garanzie offri a supporto?

Pricing
Quanto vale il tuo lavoro? Quali prezzi e tariffe? Quali costi, non solo monetari, sei disposto ad assumerti? Quali costi devono sostenere i tuoi clienti? Quali rischi corrono nel rivolgerti a te?

Packaging
Come dare una concretizzazione al tuo know how? Come rendere tangibile il tuo valore?
Come dare una forma fisica al tuo brand? Come curi gli aspetti tangibili e quelli intangibili della tua attività?

Promotion
Come promuoverti on ed off line? Con quali strumenti e con quali risorse? Come pianifichi le tua attività?

Mi ripropongo di approfondire ciascuna delle 12P in successivi post.

Intanto che cosa ne pensate del quadro generale?
Considerazioni, riflessioni, appunti, critiche sono le benvenute.

Clicca sull'immagine per ingrandirla oppure qui su flickr.

martedì 1 giugno 2010

Il marketing personale secondo Paola Bonavolontà



Settimo confronto "a distanza" sul marketing personale, il secondo al femminile. Quattro domande a colleghi ed amici professionisti. Oggi incontriamo Paola Bonavolontà.

Quanto ritieni sia importante oggi un approccio strutturato al marketing personale per un professionista?

Il marketing personale è uno strumento di orientamento e di bilancio sia con gli altri che con se stessi.
Una volta che si comprende quanto questo strumento può facilitarci, lo si può utilizzare con efficacia in molti contesti non solo nella professione ma anche nella vita personale.
Avere una struttura permette di essere più efficaci, di progettare, definire un obiettivo e poter anche modificare la rotta per arrivarci.

Quali strategie e strumenti utilizzi normalmente nelle tue attività di self marketing e promozione?

Il mio l'ho chiamato l’approccio delle 4 c: cuore, corpo, cervello, contesto.
Sono le variabili che utilizzo, nutro ed adatto, con le quali entro in relazione e che mi consentono di ascoltare di volta in volta le necessità del cliente, singolo o gruppo, e di rispondere autenticamente con competenza.
Di creare relazione prima che commissione.
Perché per me il marketing è relazione.
E’ reale interesse, è reale beneficio offerto, è affiancarsi e non sostituirsi. Essere presenti e disponibili, di supporto.
Diventare un punto di riferimento, e dunque affidabili, sempre rispettosi, etici. Con tutti, clienti e non, concorrenti e se stessi.
Creare rete e creare contatti significa frequentarli, on line o no. Non è una collezione su Facebook o LinkedIn. E’ uno scambio preferibilmente mutuale, un arricchimento anche qui preferibilmente mutuale.
Viene sempre prima la persona. Sviluppare la relazione, conoscere, essere curiosi di altri mondi, ampliare il nostro e contribuire ad ampliare l’altro.
E’ una strada a due direzioni. Una comunicazione appunto di comune interesse e sviluppo. Ancora una volta sviluppo personale o professionale.

Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella propria promozione on line?

L’inganno. Promettere ciò che non si può mantenere. Vendere effetti speciali.
In pratica, evitare gli errori che Porter definiva comuni: troppo o troppo poco (over o under positioning), confuso, non credibile.
Vietato essere noiosi, verbosi e cattedratici.

Che suggerimenti daresti a chi volesse incrementare la propria visibilità?

Il web offre molte occasioni per aumentare la propria visibilità. Possiamo costruire finestre di visibilità, a patto di (cfr. Johari) essere consapevoli di cosa mostriamo ma anche disponibili a migliorare ciò che gli altri vedono di noi che noi non vediamo.
Se pensiamo di comunicare i nostri servizi, è impensabile che questo non passi e venga veicolato da come comunichiamo noi stessi.
Da ciò che crediamo intimamente di noi.
Per essere scelti bisogna scegliersi, accettarsi, piacersi, convincersi per primi.
Nel pratico vuol dire frequentare corsi di sviluppo competenze o percorsi individuali.
Perché il mercato non ci aspetta.
Ci siamo sempre. Stanchi o demotivati, depressi o fiduciosi. Sicuri, fumosi, rinunciatari, confusionari o organizzati all’ossessione. Sia che ci perdiamo nell’analisi senza passare all’azione sia che agiamo senza pensare alle conseguenze possibili.
Per dare il meglio è necessario sentirsi al meglio, avere piena consapevolezza della propria swot ed essere disponibili e desiderosi di migliorarsi continuamente.
Se consideriamo il marketing come l’arte di generare un autentico valore per il cliente, la promozione di noi stessi comincia dal riscoprire e coltivare il proprio valore e saperlo diffondere, comunicare, condividere.
Con vero interesse per noi e l’altro. Rispetto per noi e per l’altro.
E ciò che non sappiamo fare, lasciamolo agli esperti. Altrimenti soffochiamo di proposte il mercato ma non il target, con la conseguenza che c’è sempre meno attenzione ed interesse per ciò che viene urlato e proposto nel luogo e nella modalità errate a discapito di tutti.
E…per chi proprio il marketing non sa cos’è, un ottimo consiglio è di cominciare con l’educazione.
Le relazioni vanno coltivate.
Inutile chiedere un contatto per poi ignorare una domanda che arriva da quel contatto.
Errato considerare l’altro un mero contenitore o destinatario per i nostri messaggi, ma una persona con gusti e personalità, emozioni e preferenze.
Clienti o fornitori tutti noi siamo persone. Che possono cambiare ruolo ma ciò che abbiamo da offrire intimamente resta.
Anche nella giungla della competizione. Il nostro vantaggio competitivo siamo noi, il nostro io, quello che continua a lottare nonostante le difficoltà, a credere nonostante le delusioni.
A stupirsi delle meraviglie e a crearne di nuove.



dott.ssa Paola Bonavolontà: Mi occupo di sviluppo personale e professionale di singoli e gruppi; di formazione adulti con corsi teorici e laboratori esperenziali.
Laureata con lode in Economia e Commercio, ho ricoperto ruoli di marketing manager in multinazionali quali Colgate Palmolive, L’Oreal, Revlon in Italia e negli Stati Uniti.
Formazione Post Universitaria: Master triennale in Gestalt Counseling Professionale, Master Practitioner in PNL – Programmazione Neurolinguistica, Master in Artcounseling; Hoffman Quadrinity Process, Avatar, Costellazioni Familiari, Formazione del Se, Videocounseling, Dancecounseling, Laboratorio di Voce e teatro delle emozioni.
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