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sabato 14 giugno 2014

L'arte e la scienza del content marketing



Gli esperti di content marketing lavorano in due spazi diversi: il laboratorio e lo studio.

Nel laboratorio analizzano dati, tendenze e studi sul comportamento del cliente.
Nello studio, invece, traducono concetti complessi in messaggi in grado di ispirare le persone. 


Questi due mondi, la scienza e l'arte, sono spesso visti come distanti. 
Ma i migliori marketers dei contenuti sono in grado di interagire in entrambi gli ambiti aprendo nuovi canali e formati.

In questa infografica si legge come integrare il potere del content marketing utilizzando entrambi i lati del cervello umano.



Spunti, riflessioni, strumenti e strategie per il content marketing qui sul mio scoop.it.





mercoledì 10 luglio 2013

Le 22 immutabili leggi del Personal Branding



Il (Personal) Branding è l'arte di creare una percezione di unicità nella mente del potenziale consumatore.

"Le 22 immutabili leggi del Branding" di Al Ries e Laura Ries è un classico del brand management.

Ecco un rapido estratto adattato al marchio personale per individuare suggerimenti utili alla costruzione e sviluppo di un brand personale.

1. La Legge di espansione. La potenza di un brand è inversamente proporzionale alla sua portata.

- Non cercare di essere tutto per tutti. Non provare ad essere troppo generalista e vago. Focalizzati, trova e identificati nella tua nicchia.

2. La legge della contrazione. Un marchio diventa più forte quando restringe il suo focus.

- Per creare un marchio personale, è necessario costruire competenze in un settore specifico, o in una funzione aziendale. Individua una categoria in cui vuoi essere conosciuto e concentrati su di essa con tutte le tue energie.

3. La Legge dell'attenzione dei media. Dovresti attirare l'attenzione dei media senza investire una fortuna in pubblicità.

- Dovresti manifestare un alto livello di competenza così da essere il primo che viene in mente alle persone sul tuo tema specifico.

4. La Legge della pubblicità. Un marchio ha bisogno di pubblicità per svilupparsi. È necessario promuoversi attivamente nella rete di contatti.

- Promuovi le tue abilità e le tue competenze e cogli ogni occasione per sviluppare il tuo network.

5. La Legge della Parola. Un marchio dovrebbe sforzarsi di possedere una parola chiave nella mente del potenziale consumatore.

- Quale è la parola chiave che definisce l'area di nicchia o insieme di abilità della tua nicchia? Come ti classificano Google e LinkedIn? La tua rete professionale ti associa con quella parola chiave?

6. La Legge delle Credenziali. L'ingrediente fondamentale per il successo di qualsiasi marca è la (sua pretesa di) autenticità.

- Per dare credito alla tua esperienza, è importante ottenere un qualche tipo di certificazione. Cerca le Associazioni di categorie e i gruppi professionali utili a questo scopo.

7. La Legge della Qualità. La percezione della qualità, più che la qualità in sé, è ciò che costruisce un marchio di successo. La promessa di essere il migliore è più importante.

- Qual è la tua promessa di unicità e di specialità?

8. La Legge della categoria. Un marchio leader dovrebbe promuovere la categoria, non la marca stessa. La più efficiente, la più produttiva, la più utile funzione del branding è la creazione di una nuova categoria. I clienti non si preoccupano veramente dei nuovi marchi, ma si preoccupano delle nuove categorie.

- Puoi essere o diventare un evangelista nella categoria da te prescelta?

9. La legge del Nome. Nel lungo periodo, una marca non è altro che un nome. Nel breve termine, un marchio ha bisogno di un idea o di un concetto unico per sopravvivere. I nomi brevi e unici sono più memorabili di quelli lunghi, vaghi o generici.

- Se hai un nome unico e memorabile, sei fortunato. Chi invece ha un nome comune, dovrebbe sforzarsi di costruire un nick/username/ID/URL/email unici per distinguersi e farsi riconoscere.

10. La Legge delle estensioni. Il modo più semplice per distruggere un marchio è quello di mettere il suo nome su ogni cosa. Più del 90% di tutti i nuovi prodotti negli Stati Uniti sono estensioni di linea. Le estensioni di linea distruggono il valore del marchio, indebolendolo.

- Una volta che hai costruito una buona reputazione in una nicchia, mantienila intatta senza provare ad entrare in altri ambiti.




11. La Legge dell'Amicizia. Per costruire la propria categoria, un marchio dovrebbe accogliere altre marche.

- Raccomanda e segnala le persone nel tuo gruppo di colleghi. Fai rete con altri esperti del tuo settore e ascolta ciò che hanno da dire. Condividi articoli e collegati con altri blogger della tua nicchia. 

12. La Legge del Generico. Uno dei modi per fallire prima è quello dare alla marca un nome generico incapace di differenziarti dalla concorrenza.

- Evita di usare un generico nick o una identità on line vaga anche se puoi avere nel breve dei vantaggi ad esempio sul lato SEO.

13. La Legge della Azienda. Le marche sono marchi. Le aziende sono aziende. Vi è una differenza. I Clienti pensano ai marchi, non alle aziende.

- Sei Tu il professionista, non il nome della tua attività o della azienda per cui lavori. Tu sei il tuo brand.

14. La Legge delle Sottomarche. Le sottomarche possono distruggere il brand.

- Non puoi essere una persona diversa per diversi tipi di pubblico, allo stesso tempo. Non puoi essere a buon mercato e un affermato specialista allo stesso tempo!

15. La Legge di Fratelli. C'è un tempo e luogo per lanciare un secondo marchio. Un secondo marchio può essere lanciato per concentrarsi su una nuova sottocategoria all'interno della stessa famiglia di prodotti.

- Se si desidera entrare in contatto con 2 diversi tipi di segmenti tra il tuo pubblico, entra in contatto con loro attraverso piattaforme differenti in base alle loro esigenze individuali.
Quindi, se sei un blogger che vuole coinvolgere un pubblico geek e un altro composto da non esperti, scrivi in due URL differenti.

16. La Legge della Forma. Un logo per un marchio dovrebbe essere distintivo e attraente per il pubblico a cui è destinato.

- Hai bisogno di trasmettere il tuo messaggio in un modo in cui il tuo pubblico può più facilmente assimilarlo e ricordarlo.

17. La Legge dei Colori. Un marchio deve utilizzare un colore che è l'opposto del suo principale concorrente.

- Devi essere coerente con il tuo stile di espressione. Leggi questo post: Di che colore è il tuo personal brand.

18. La Legge delle Frontiere. Un marchio potenzialmente non conosce confini. La soluzione perfetta per la crescita in un mercato competitivo non è l'estensioni di linea, ma la costruzione di un marchio globale.

- Studiare e parlare nei mercati internazionali aggiunge più valore e reputazione al tuo marchio personale e ti permette di acquisire competenze su argomenti diversi.

19. La Legge della Coerenza. Un marchio non si costruisce dall'oggi al domani. Il successo si misura in decenni, non in anni. Questa è la legge che viene violata più frequentemente. Una volta che un marchio occupa una posizione nella mente dei suoi clienti, il produttore pensa spesso ai motivi per cambiare. I mercati possono cambiare, ma le marche non dovrebbero.

- Cerca sempre di essere te stesso. Questo è il modo più sicuro di essere coerenti e per costruire equità. Così quando ti evolvi come persona e professionista, il cambiamento sarà lineare e non incongruente.

20. La legge del Cambiamento. Ricordati, cambiare il tuo marchio è un processo lungo e difficile. Modificare è molto rischioso!

- Ci sono 3 situazioni in cui è necessario rinnovare il tuo marchio personale: quando non sei stato in grado di far emergere te stesso nella nicchia che hai scelto, quando il pubblico nella tua nicchia è troppo piccolo o quando una carriera nell'area scelta non è economicamente sostenibile.

21. La Legge della Mortalità. Nessun brand vivrà per sempre. I marchi non sono immutabili. Essi nascono, crescono, maturano, e alla fine muoiono.

- Se il tuo set di abilità/competenze sta diventando obsoleto, allora è il momento di aggiornare gli obiettivi e reinventare te stesso.

22. La Legge della Singolarità. Che cos'è un marchio? Una singolare idea o il concetto che si forma nella mente del potenziale cliente. E' così semplice oppure difficile. L'aspetto più importante di un marchio è la sua risolutezza.

- Che cosa dice la gente su di te? Osserva e monitora continuamente che cosa ti rende singolare. Devi cercare la coerenza nel costruire il tuo marchio personale.




Che cosa ne pensi? Troppo leggi...oppure no?


giovedì 18 aprile 2013

Italiani, brand e social network: una ricerca

 

Italia 2.0 è una ricerca condotta da Duepuntozero Research dal 2009 per dipingere lo stato dell’arte italiano degli utenti internet e le loro attese verso le iniziative social dei brand.

   

5 sono le macro-categorie di Social Consumer individuate nella ricerca:

- Social Fun (33%. Il brand come meeting point. I social network come strumenti per passare il tempo divertendosi con i propri contatti.

Brand-Peer (21%). Il brand come interlocutore. Cercano un rapporto alla pari con le aziende e un rapporto diretto, senza filtri.

- Practical (17%). Il brand come supporto. Si aspettano informazioni e iniziative concrete e autentiche.

- Egomaniac (15%). Il brand come trampolino. Sono concentrati sui propri bisogni e necessità.

- Emotional (14%). Il brand come stimolo. Sono guidati da emozioni e dal cuore e hanno un approccio emotivo anche nei confronti delle aziende

   

L'info-grafica completa e la presentazione della ricerca sono scaricabili in pdf qui.

Clicca sulle immagini per ingrandirle.


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domenica 30 dicembre 2012

Business Model You: la tua carriera in una sola pagina



Business Model You è l'innovativo metodo per progettare il tuo piano personale di carriera basato su un canvas di una sola pagina.

Business Model You "Il Metodo in una Pagina Unica per Re-Inventare la Tua Carriera" è il modello e l'applicazione alla persona proposta da Tim Clark.

Il modello si inspira al più celebre "The Business Model Canvas" l'innovativo modello per sviluppare un business completo ed efficace proposto da Alexander Osterwalder nel libro scritto con Yves Pigneur: Business model generation.

Il Business Model (o modello di business) è l'insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l'impresa acquisisce un vantaggio competitivo.

Una panoramica di spiegazione di 2 minuti del Business Model Canvas e dei suoi principi in un video in italiano.



Qui puoi visualizzare e scaricare in pdf il Business Model Canvas classico per le aziende.

Il Business Model You (Modello di Business Personale) rappresenta dunque un ulteriore sviluppo del Business Model Canvas, applicato in questo caso al singolo individuo e alle sue caratteristiche e potenzialità.

Sotto ecco trovi  il Personal Business Model Canvas.


Clicca sull'immagine per ingrandirla.


Business Model You ormai è diventata una community di professionisti che collaborano in tutto il mondo e condividono e loro esperienze di applicazione e sperimentazione del Personal Canvas.

Ecco il Personal Canvas in italiano.


Clicca sull'immage per ingrandirla.

Qui puoi trovare e scaricare la versione in italiano in pdf del Personal Business Model Canvas.

Qui puoi trovare un estratto del libro scaricabile liberamente in pdf.


Che cosa ne pensate? Ora sarà più semplice progettare il proprio Modello di Business Personale in modo professionale ed accurato? Parliamone.





venerdì 30 novembre 2012

Come farsi pagare da Freelance



Lavorare a che prezzo: modelli di costruzione del prezzo e cultura d’impresa nella relazione con il consulente.

Una stimolante presentazione realizzata da  Dario Banfi su come calcolare il compenso di un professionista.

Molto interessante il concetto del 3 x 2 del lavoro autonomo: un committente può scegliere soltanto due di queste caratteristiche contemporaneamente:
- se un lavoro sarà veloce e di qualità non sarà economico;
- se il cliente chiede qualità a basso costo, si impiegherà il tempo dovuto;
- se vuole pagare poco e avere tutto subito, non si garantisce alcuna qualità.

 Quanti ne sono consapevoli veramente?


Lavorare a che prezzo? from Dario Banfi


Che cosa ne pensate? Che strategie utilizzate voi per formulare i prezzi di vendita?

giovedì 8 novembre 2012

Social Media Video 2013



La versione aggiornata del famoso "Social Media Revolution", uno dei video più interessanti e più visti sulla rivoluzione introdotta nella comunicazione dai social media, realizzato da Erik Qualman di SocialNomics.


   


 C'è anche una versione con una diversa musica di fondo? Quale preferite?

 


giovedì 28 giugno 2012

Una mappa per il marketing



Una bella mappa molto completa degli strumenti e dei media disponibili per il marketing pubblicata da B2B Contact Marketing.

Clicca sull'immagine per ingrandirla oppure clicca qui per scaricarla gratuitamente previa registrazione.







mercoledì 28 marzo 2012

I principi fondamentali del marketing



In sintesi le 10 domande fondamentali per approcciare in modo semplice al marketing in una sola slide facile da scaricare e conservare.

Le prime 4 domande aiutano a definire l'identità e la strategia di marketing di base.
La 5° e 6° domanda definiscono l'arena competitiva e le successive tre contribuiscono a individuare le principali scelte del piano di marketing.
L'ultima aiuta ad attivare il processo di miglioramento continuo in base agli sviluppi dello scenario competitivo, del mercato e delle esigenze dei propri clienti.

Sotto invece due presentazioni più classiche sui principi fondamentali del marketing.
Tecniche e strategie di marketing
View more presentations from Stefano Principato



Per eventuali altri approfondimenti sono a disposizione.



lunedì 23 gennaio 2012

Non si può essere tutto per tutti



Nell'avviare o portare avanti un'attività la tentazione è quella di "allargare" la propria offerta, di fare sempre più cose per accontentare sempre più persone.

Il motivo di questo modo di agire è semplice, il pensiero che sta dietro a queste decisioni altrettanto: "se offro di più attiro più clienti". Semplice, sembra. Addirittura elementare. Peccato che di solito non funziona.

Voler piacere a tutti, voler risolvere qualsiasi problema non solo è impossibile ma è spesso dannoso.
Al sollievo di non dover scegliere si accompagna un dispendio di energia e di risorse che, spesso, possono essere fatali.

Meglio, allora, affrontare il mercato in modo diverso. Prima di tutto, appunto, scegliendo.
Scegliere, in uno scenario come il nostro che mostra una ridondanza di offerta imbarazzante, è una delle prove che è necessario superare per soddisfare realmente le esigenze di qualcuno dopo averlo studiato ed ascoltato.

Scegliere è faticoso, a volte doloroso, ma assolutamente necessario se si vuole sul serio proporre qualcosa di speciale, di unico e diverso.

Scegliere comporta fare i conti con i dubbi, con l'incertezza, con il tracciare strade nuove senza la garanzia che portino da qualche parte.
Ma è anche il solo modo per sperare di arrivare, e bene, dove nessuno è mai arrivato prima.

lunedì 5 dicembre 2011

Brand is Everywhere



Una bella e chiara presentazione di Alessandra Colucci sulla multidimensionalità del concetto di Brand.



Brand is Everywhere

mercoledì 2 novembre 2011

Un modello per il tuo Personal Brand Plan



Un aggiornamento, non solo grafico, del mio modello sulle 12P del personal branding.

Il marketing classico deve, forse, la sua fortuna mediatica al famoso modello delle 4 P teorizzate da Jerome McCarthy e rese celebri dai libri di Philip Kotler.
Product (Prodotto), Price (Prezzo), Place (Punto Vendita) e Promotion (Promozione) sono le 4 variabili chiavi o leve decisionali che permettono ad una impresa di raggiungere i propri obiettivi ed avere successo sul mercato.

Adattando il modello classico del marketing, nascono le 12 P del marketing personale.
Un trionfo di P per il personal branding di professionisti, consulenti e freelance.
Ovvero 12 variabili chiave per progettare il proprio piano di marketing personale ed avere successo nel proprio mercato di riferimento.

12P sono organizzate a 5 diversi livelli:
- il patrimonio personale (personalità e passioni)
- il patrimonio professionale (propositi e potenziale)
- la strategia di business professionale (obiettivi professionali e posizionamento sul mercato)
- la strategia di networking (le persone/clienti e i partners)
- la strategia di marketing e il marketing mix (performance, prezzi, packaging e promozione).

Un percorso sequenziale per definire il tuo piano di marketing personale e quindi lo sviluppo del tuo personal brand.
L’originalità del modello credo che sia proprio nel percorso proposto con un approccio strategico e allo stesso tempo unisce il piano personale, professionale e progettuale di una attività.

Al modello di base delle 12P ho inserito:
- un’analisi SWOT che potrebbe essere utile per valutare i propri punti di forza (Strengths), le debolezze o aree di miglioramento (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) presenti nel proprio mercato e le minacce (Threats) presenti nell’ambiente esterno prima di fare le scelte chiave strategiche;

- il processo delle 4 fasi del personal branding ovvero scoperta, creazione, comunicazione e sviluppo del proprio personal brand;

- l’approccio strategico generale costituito da 4 fasi: l’analisi, la pianificazione, l’implementazione ed il monitoraggio e la misurazione dei risultati ottenuti;

- le tre definizioni base del marketing personale, del self marketing e del personal branding.

Il self marketing può essere inteso come l’insieme di tutte quelle attività di comunicazione, on line ed off line, volte a promuovere se stessi nell’ambito della propria professione e carriera lavorativa.

Il personal branding, invece, riguarda sostanzialmente la propria reputazione personale ed il modo in cui si è vissuti dal proprio mercato di riferimento.

Il personal marketing è il processo, e quindi la strategia, attraverso il quale una persona si può posizionare in modo distintivo sul mercato soprattutto nell’ambito della sua professione e carriera lavorativa.

Grazie all’aiuto tecnico di Davide, sono riuscito a dare una forma circolare a tutte le varie fasi dello sviluppo di un piano di marketing personale.

Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Se ti piace la slide puoi scaricarla qui da flickr o qui da slideshare in pdf.

Dal modello teorico avevo già tratto comunque un template pratico che illustra le fondamentali scelte da compiere (e scrivere in modo sintetico e preciso) per progettare ed implementare un efficace piano personale. 
Il modello pratico può essere particolarmente utile soprattutto per i professionisti ed i free lance che intendono sviluppare un nuovo approccio al proprio business.





Che cosa ne pensate? Suggerimenti, consigli e critiche sono benvenuti.





lunedì 31 ottobre 2011

Come e Perché creare il tuo Personal Brand



Una semplice e chiara presentazione di Robin Good illustra i principi guida per la creazione del proprio personal brand.








lunedì 24 ottobre 2011

Business model canvas. Creare, fornire e acquistare valore


Una bella presentazione di Fabio Lalli del Business Model Canvas nell'ambito del primo evento di Startup Day. Il futuro è più forte della crisi, organizzato da Medioera a Viterbo. 

Il Business Model Canvas è un quadro d’insieme che permette di visualizzare facilmente le relazioni tra i vari elementi del Business Model.  




E’ organizzato in 9 parti che identificano le 9 chiavi che devono esser analizzate affinchè si possa arrivare ad una valutazione Costi / Ricavi più puntuale ed efficace possibile.

Le 9 chiavi sono:
Customer Segment: Sono i clienti divisi in gruppi per bisogni, interessi, tipo di relazione, profitto e canali di distribuzione.
Descrive i clienti, dividendoli in classi e da modo capire i bisogni, per cosa sono disposti a pagare e che potenziale hanno.

Value Proposition: è tutto quello che ha valore per i vostri clienti e che la vostra società è in grado di offrire.
Descrive il valore, i prodotti ed i servizi erogati classificandoli in base ai clienti.

Channels: Sono i mezzi con cui il vostro servizio, descritto nella value proposition, raggiunge il cliente attraverso comunicazione, distribuzione e rete di vendita.
Descrive tutti i canali, i mezzi e le modalità in cui arriverete ai vostri clienti. Circoscrive il ciclo di vita dell’acquisto e l’esperienza dell’acquisto dell’utente.

Customer Relationships: Sono tutte le modalità in cui l’azienda si mette in relazione con il cliente e la modalità con cui gestisce la relazione con il cliente.
Descrive l’esperienza del cliente ed il modo in cui l’azienda rafforza la propria immagine sul mercato e misura l’efficacia delle proprie relazioni.

Revenue Streams: Sono tutti i possibili incassi generati dai diversi clienti, segmentati per categoria, valore e tipologia di cliente.
Descrive il pricing ed i livelli e le tipologie di servizio e in che modo i clienti effettuano il pagamento.

Key Resources: Sono tutto ciò che serve all’azienda per riuscire a produrre il valore da offrire al cliente: risorse fisiche, intellettuali, umane, finanziarie.
Descrive ed elenca tutte le risorse necessarie e in che modo sono in relazione con il valore offerto.

Key Activities: Sono tutte le attività necessarie alla creazione del valore offerto al cliente: progettare, sviluppare, produrre, inventare, pubblicizzare.
Descrive l’elenco delle attività e la relazione con il valore offerto.

Key Partners: Sono tutte le aziende partner con le quali si vogliono instaurare dei rapporti al fine di creare valore da offrire al cliente: alleanze, partnership, fornitori, cooperazioni.
Descrive tutte le relazioni chiave da instaurare per ridurre i costi, diminuire i rischi, individuare fornitori con prodotti speciali e alleanze strategiche in termini di posizionamento e marketing

Cost Structure: Sono tutti i costi sostenuti dall’azienda per le risolrse, le attività ed i partner.
Definisce l’elenco dei costi fissi e variabili che l’azienda dovrà affrontare.

 

martedì 18 ottobre 2011

Qual è il tuo personal business model?



Una panoramica di 2 minuti del Business Model Canvas, uno strumento per l'analisi e la progettazione di un business.

The Business Model Canvas è un interessante modello per sviluppare un business plan completo ed efficace proposto da Alexander Osterwalder nel libro scritto con Yves Pigneur: Business model generation.




Clicca sull'immagine per ingrandirla.


Sotto una bella presentazione che aiuta a utilizzare al meglio il modello.
Business model generation
View more presentations from techdude

Clicca qui per visualizzare il modello e scaricarlo cliccando in download da slideshare.

Qui puoi trovare invece il modello in italiano scaricabile in pdf.

Per approfondire ecco una sintetica presentazione su 10 Business Models.

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martedì 11 ottobre 2011

Le 4M del personal branding


Le 4M sono un interessante modello proposto da Bjorn Austraat per progettare il proprio brand personale.




La prima (Market) e la terza (Money) sono dedicate agli aspetti di marketing, mentre la seconda (Message) e la quarta (Meaning) agli aspetti di comunicazione, di relazione e di networking.

Particolarmente significativa ed importante la terza M dedicata al Money che include una precisa strategia dei prezzi offerti ed una accurata analisi dei ricavi e dei costi da sostenere.

mercoledì 21 settembre 2011

Che cosa è un brand in 180 secondi



Un interessante video della Norwich Business School presenta in modo semplice e chiaro il concetto di brand.

Le caratteristiche ed il processo di costruzione di un brand puoi vederli nel mio precedente post: Che cosa è un brand: due video.


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martedì 5 luglio 2011

Ma quanti marketing ci sono? 4 tipologie di base



Dato più volte per morto, spacciato, finito. Ritenuto spesso inutile, irrilevante se non dannoso. Responsabile di nefandezze non solo comunicative e strumento perfido dell’avidità e della megalomania aziendale.
Protagonista di incremento dei prezzi, bombardamento mediatico, insensibilità ambientale e sociale, spersonalizzazione dei rapporti.

Qualcuno, invece nonostante tutto, lo considera una ricetta miracolosa ed un elisir vitale in grado di realizzare ogni sogno ed ogni obiettivo aziendale.

Nel bene e nel male se ne continua a parlare e a dibattere, anche se non sempre a proposito, con una impressionante mole di articoli e studi.

Si parla del marketing come un argomento di cui tutti abbiamo familiarità e conoscenza. Ma spesso confondiamo le idee ai nostri interlocutori e contribuiamo alla confusione generale.

Nel parlare del marketing possiamo considerare tre diverse modalità:

a. il marketing come disciplina accademica che ha una sua discorsività nell’evolversi dei concetti e delle metodologie.

b. Il marketing come funzione aziendale che ha un ruolo e una organizzazione all’interno delle imprese e delle organizzazioni.

c. il marketing come attività economica che si concretizza in un mercato concorrenziale delle attività di consulenza e di formazione.

Per semplificare ho provato a tracciare un semplice matrice che individua 4 tipologie generali di marketing e di tematiche affini.


1. Il marketing dei prodotti e dei servizi
E’ il marketing di base che sviluppa modelli, metodologie ed approcci per le diverse tipologie di beni e servizi.
Negli ultimi anni nell’evoluzione dei concetti di beni sono oggetto di studio anche le esperienze.

Il marketing personale, ad esempio, appartiene a questa categoria.
Anche gli studi di particolari tipologie di beni o servizi appartengono a questa categoria come il marketing dei beni di lusso, il marketing dei beni culturali, il marketing dei beni di consumo.

2. Il marketing delle aziende e dei mercati
In questo caso oggetto di studio sono i particolari mercati e/o le aziende di una filiera economica ed il marketing specifico che viene utilizzato nei vari contesti competitivi.
Alcuni esempi: il marketing del turismo, il marketing della moda, il marketing delle aziende vinicole, il marketing nelle imprese ricettive, ecc.

3. Il marketing dei guru e dei consulenti
Qui invece ci si riferisce a modelli, concetti e metodologie sviluppate da guru (riconosciuti, sedicenti ed aspiranti tali), accademici, docenti, cultori della materia, manager, agenzie e società di consulenza o consulenti.

Talvolta queste concettualizzazioni hanno una rilevanza ampia; altre volte sono utili o interessanti per uno specifico settore o in un’ambito ristretto di applicazione.
Altre volte sono mere ipotesi o boutade commerciali. Ma tutte concorrono al marketing personale del guru o consulente ampliandone la reputazione e la visibilità sul proprio mercato.

4. Il marketing degli strumenti di comunicazione
Qui invece le cose si complicano e si dilatano in modo esponenziale.
Negli ultimi 15 anni il panorama degli strumenti di comunicazione per il marketing si è esteso in modo incredibile (vedi qui una recente mappa).

Basta pensare al web e alle sue varie estenzioni tra seo marketing, social media marketing, web marketing, ecc.
Ora il problema è che ogni strumento (e i professionisti e le attività economiche che lo supportano e lo sviluppano) è in competizione di attenzione e di budget aziendale con gli altri strumenti comunicativi possibili alternativi o complementari.

Ed ecco allora fiorire una moltitudine di teorie, modelli, metodologie, ricerche e studi pseudoscientifici che enunciano e tendono a dimostrare la supremazia dell’uno rispetto all’altro.

Ma la cosa che lascia più divertiti (o forse spesso confusi) è il tentativo di ridisegnare tutto il marketing e anche l’intera organizzazione aziendale a proprio uso e consumo cercando di definirsi non più solo uno strumento di comunicazione ma “il solo e vero marketing che funziona” ovunque e comunque.
E così in questo ambito la confusione spesso regna sovrana.

Che cosa ne pensate? Più semplice ora distinguere le diverse tipologie di marketing?

martedì 26 aprile 2011

Che cosa è un brand: due video

What is Brand Anyways? from Urban Influence on Vimeo.


Brand is experience, a brand is a promise. Un semplice video definisce in modo chiaro le caratteristiche ed il processo di costruzione di un brand.

Le 5 componenti fondamentali di un brand, definite nel video, sono:
1. positioning
2. storytelling
3. design
4. price
5. relationships.

Sotto il video di una delle presentazioni più interessanti degli ultimi anni sul brand management di Marty Neumeier.


The Brand Gap from sj on Vimeo.


Eccola invece su slideshare:

venerdì 15 aprile 2011

Come Internet sta trasformando l’economia italiana




Fattore Internet è un report sul valore complessivo del web in Italia realizzato da The Boston Consulting Group e commissionato da Google.

L’anno scorso l‘internet economy ha rappresentato per l’Italia il 2% del PIL (31,5 miliardi di euro).

Molto interessanti le previsioni. Da qui al 2015 la crescita annua del valore economico del web potrebbe oscillare tra il 13 e il 18 per cento e la sua incidenza sul prodotto interno lordo italiano potrebbe stimarsi tra il 3,3 e il 4,3 per cento.


Da visitare il sito dedicato Fattore Internet con la presentazione di alcuni casi interessanti di successo.

Clicca qui per visualizzare e scaricare la ricerca in pdf.


via e via e via

lunedì 4 aprile 2011

Un nuovo approccio al marketing


Una stimolante presentazione ricca di numeri, statistiche, riflessioni e consigli sui nuovi approcci al marketing attraverso l'uso di internet e dei social network.






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